Sabato 17 ottobre 2026 ore 18,30
Sala delle Storie Profane – Palazzo Guido Ascanio Sforza
Insieme Strumentale di Roma
Lucia Napoli, mezzosoprano
Giorgio e Daniele Sasso, violini
Teresa Ceccato, viola
Aurora Macci, violoncello
Luca Cola, contrabbasso
Giordano Ferranti, cembalo
musiche di Pergolesi, Scarlatti, Corelli
Ingresso €10 con aperitivo a cura del Ristoro di Porsenna
A. Corelli Concerto Grosso in re maggiore op VI n 1 (Largo-Allegro, Largo, Allegro, Largo, Allegro, Allegro)
A. Scarlatti Salve Regina ( Salve, Allegro, Adagio, Allegro, Adagio)
D. Scarlatti Salve Regina (Salve, Andante-Grave, Adagio, Andante, Andante, Adagio, Allegro)
G.B. Pergolesi Salve Regina (Largo, Allegretto, Larghetto, Allegretto, Largo)
A. Corelli Concerto Grosso in re maggiore op VI n 4 (Adagio-Allegro, Adagio, Vivace, Allegro, Allegro)
Un filo conduttore di straordinaria intensità unisce i capolavori di questo programma, interamente dedicato alle vette della musica sacra e strumentale del Settecento italiano. Il concerto offre l’imperdibile occasione di ascoltare le tre grandi Salve Regina composte da Alessandro Scarlatti, dal figlio Domenico Scarlatti e da Giovanni Battista Pergolesi.
A dare vita a questo raffinato affresco sonoro sarà un ensemble cameristico d’eccellenza, formato da giovani e valenti musicisti, che per l’occasione celebra il graditissimo ritorno del mezzosoprano Lucia Napoli, voce di riferimento per il repertorio barocco, applaudita per la sua straordinaria sensibilità interpretativa.
Le tre intonazioni della celebre preghiera mariana offrono un affascinante confronto tra stili e generazioni diverse. Mentre la versione di Alessandro Scarlatti mostra il rigore contrappuntistico e la profonda sapienza teatrale della scuola napoletana, la composizione di suo figlio Domenico stupisce per le sue armonie audaci e l’inaspettata modernità espressiva. La Salve Regina di Giovanni Battista Pergolesi, scritta negli ultimi mesi di vita del compositore, in contemporanea con il celeberrimo Stabat Mater, rappresenta il vertice assoluto dello “stile galante” applicato alla musica sacra, intrisa di una commovente e intima malinconia. Ad incastonare queste tre gemme vocali sono due tra i più meravigliosi Concerti Grossi dall’Opus VI di Arcangelo Corelli, pubblicati postumi nel 1714 ma consegnati all’eternità nei primissimi anni del 1700. I Concerti n. 1 e n. 4 in re maggiore rappresentano il modello assoluto di questo genere: un perfetto ed elegante dialogo tra il “concertino” (i solisti) e il “concerto grosso” (l’intera orchestra), capaci di alternare momenti di solenne lirismo a travolgenti slanci virtuosistici.
Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio (legge 15/2014) spettacolo dal Vivo e in collaborazione con il Comune di Proceno e la Cooperativa di Comunità Proceno.