Domenica 13 settembre 2026 ore 11,30
Sala delle Storie Profane – Palazzo Guido Ascanio Sforza
Gianluca Giganti, violoncello
Francesca Giganti, pianoforte
L. van Beethoven Sonata in la maggiore op 69 (Allegro ma non tanto, Scherzo, Adagio Cantabile, Allegro vivace)
F. Schubert “Arpeggione” Sonata in la minore D 821 (Allegro moderato, Adagio, Allegretto)
Due assoluti capolavori del repertorio violoncellistico nell’interpretazione di Gianluca Giganti, primo violoncello solista del Teatro S. Carlo di Napoli, in duo con la giovanissima figlia Francesca. Il programma presenta due sonate importanti del repertorio dedicato al violoncello. La sonata op 69 di Beethoven, composta tra il 1807 e il 1808, in contemporanea con la Quinta Sinfonia, rappresenta una svolta epocale nella musica da camera. Per la prima volta nella storia della musica, Beethoven concede al violoncello una pari dignità e un perfetto equilibrio con il pianoforte. Questo è evidente sin dall’inizio, dove il violoncello espone in totale solitudine il luminoso e nobile primo tema. Sebbene sia un’opera dalla fisionomia aperta, solare e vitale, sulla copia dedicatoria per l’amico barone von Gleichenstein il compositore scrisse la celebre frase «inter lacrimas et luctum» (“tra le lacrime e il dolore”), a testimonianza del difficile periodo personale e della progressiva sordità che stava affrontando in quegli anni.
Di particolare interesse storico e musicologico è la celebre composizione schubertiana, destinata inizialmente all’arpeggione. Questo strumento, inventato nel 1823, fondeva le caratteristiche della chitarra (la tastiera a tasti e l’accordatura) con quelle della viola da gamba (lo sfregamento dell’archetto). Nonostante lo strumento sia ormai caduto in disuso ed esposto quasi esclusivamente nei musei, la bellezza melodica e la complessità strutturale della sonata le hanno permesso di sopravvivere al tempo. Il brano è così entrato definitivamente e a pieno diritto nel repertorio stabile di violisti e violoncellisti, che oggi ne restituiscono l’originaria e malinconica poesia attraverso sfide tecniche di altissimo livello.