DA VENEZIA A MADRID

Domenica 4 Ottobre 2026

11:30 - 12:30

Palazzo Sforza - Corso Regina Margherita, 2 - 01020 Proceno (VT)

Trame barocche e l’Alba del Classicismo

Domenica 4 ottobre ore 11,30

Sala delle Storie Profane – Palazzo Guido Ascanio Sforza

Aurora Macci, violoncello

Emil Borisenko, cembalo

Antonio Vivaldi, (Sonata in Sol minore, RV 42)

Francesco Geminiani, (Sonata n. 5 in Fa minore, Op. 5)

François Couperin, (Quatrième Concert Royal in Mi minore)

Salvatore Lanzetti, (Sonata n. 7 in Sol maggiore, Op. 1)

Luigi Boccherini, (Sonata n. 2 in Do maggiore, G. 6)

Ingresso €10 con aperitivo a cura  del Ristoro di Porsenna

A C Q U I S T A   Q U I

Il concerto si apre con il barocco veneziano nella sua veste più drammatica e teatrale. La tonalità di Sol minore conferisce al brano un carattere patetico e teso, dove il violoncello canta con ampie frasi liriche nei movimenti lenti, per poi sfociare in ritmi incalzanti e vigorosi negli allegri. Geminiani incarna la grande scuola romana trapiantata stabilmente in Inghilterra. La Sonata n. 5 in Fa minore è una delle pagine più intense del repertorio: si distingue per una nobile severità contrappuntistica e per una rara profondità emotiva, arricchita da un gusto unico per gli abbellimenti espressivi e le dissonanze, che riflettono lo stile del suo maestro Corelli proiettato in una dimensione europea. 

Il cuore del concerto celebra il barocco francese e il manifesto stilistico dei “gusti riuniti”. Couperin fa dialogare la tradizione francese e italiana facendo susseguire due correnti diverse. La scrittura polifonica, ricca di densi abbellimenti francesi offre al clavicembalo lo spazio ideale per uscire dal ruolo di basso continuo e tessere fitti dialoghi melodici nel Rigaudon e nella trascinante Forlane finale.

Lanzetti, virtuoso napoletano attivo a Torino, Parigi e Londra, è l’anello di congiunzione verso lo stile galante. La Sonata n. 7 disperde la tensione iniziale con una tonalità solare e brillante, introducendo innovazioni tecniche modernissime per l’epoca (come l’uso avanzato del capotasto e delle corde doppie) senza mai perdere la tipica cantabilità italiana.

Il gran finale. Boccherini, lucchese di nascita ma celebre a Parigi e Madrid, traghetta lo strumento nel pieno Classicismo. La sonata scioglie la severità di Geminiani in un’esplosione di grazia e virtuosismo luminoso, caratterizzata da melodie solari, ritmi di danza e continue incursioni nel registro acutissimo del violoncello.

Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio (legge 15/2014) spettacolo dal Vivo e in collaborazione con il Comune di Proceno e la Cooperativa di Comunità Proceno.

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