Sabato 19 settembre 2026 ore 18,30
Sala delle Storie Profane – Palazzo Guido Ascanio Sforza
Insieme Strumentale di Roma
Insieme Strumentale di Roma
Minni Diodati, soprano
Manuel Granatiero, flauto traverso
Domenico Agostini, tromba naturale
Giorgio Sasso, violino e direzione
Daniele Sasso, violino
Teresa Ceccato, viola
Diego Roncalli, violoncello
Luca Cola, contrabbasso
Salvatore Carchiolo, cembalo
J.S. Bach
“Ich habe genug” Cantata BWV 82
Aria, Recitativo, Aria, Recitativo, Aria
Suite n 2 in si minore BWV 1067
Ouverture, Rondeau, Sarabande, Bourreé, Polonaise, Menuet, Badinerie
“Jauchzet Got in Allen Landen” Cantata BWV 51
Aria, Recitativo, Aria, Corale-Finale
L’idea che ha mosso l’Insieme Strumentale di Roma, ensemble “in residenza” di Itinerari Musicali Francigeni, è stata quella di fornire alcuni aspetti dell’oltremodo variegato universo musicale di Johann Sebastian Bach. Il programma della serata mette in luce la duplice anima del genio di Eisenach: la profonda, intima spiritualità delle sue pagine sacre e la brillante, aristocratica eleganza della sua produzione strumentale laica.
Il concerto si articola attraverso tre monumenti della produzione bachiana, offrendo un perfetto equilibrio tra vocalità e virtuosismo strumentale.
La Spiritualità delle Cantate Sacre attraverso le quali sarà possibile ascoltare due delle numerosissime e straordinarie cantate sacre del catalogo bachiano, entrambe nobilitate dalla magnifica voce del soprano Minni Diodati. La Cantata “Ich habe genug”, capolavoro di commovente introspezione e profonda accettazione mistica, strutturata in un’alternanza di arie e recitativi che toccano le vette più alte della lirica sacra. E, di segno opposto, la “Jauchzet Gott in allen Landen”, una delle pagine più radiose, virtuosistiche e celebrative mai scritte da Bach, che culmina in un travolgente Corale-Finale dove la voce dialoga strettamente con lo splendore della tromba. A fare da ponte tra le due pagine sacre è la celeberrima Suite n. 2 in si minore per orchestra. Questa pagina rappresenta il vertice dello stile “alla francese” di Bach, una successione di danze tradizionali dall’andamento elegante e stilizzato. L’esecuzione segna il graditissimo ritorno di Manuel Granatiero, a cui è affidato il trascinante virtuosismo della celeberrima Badinerie finale.