Flo

Quando

2 marzo 2018

Dove

Via Montecalvario, 16
80134 Napoli NA

Formazione

FLO – voce
Marcello Giannini – chitarre
Marco di Palo – violoncello
Michele Maione – percussioni

Il terzo concerto della II edizione de “Il Nuovo Suona Giovane”, rassegna organizzata da Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora, e ospitata al Teatro Nuovo di Napoli, è un appuntamento in musica davvero da non perdere. Sarà Floriana Cangiano, in arte Flo, accompagnata dai suoi esperti musicisti, a dare vita ‘on stage’ a questa serata d’eccezione. L’artista partenopea, di sicuro una delle più interessanti dell’odierna scena cantautorale italiana, è una delle voci più eclettiche e versatili dell’attuale panorama. Dai suoi esordi in ambito teatrale e dalle collaborazioni con Claudio Mattone, Lino Cannavacciuolo e Daniele Sepe, ben presto la giovane chanteuse multilingue, pur memore di quel prezioso bagaglio, si affranca divenendo non solo performer dotata di ottima capacità interpretativa, ma anche autrice dalla personalità forte e dalla scrittura originale, elegante e appassionata.

Vocalist graffiante, in grado di sostenere toni talvolta morbidi ed evocativi, talaltra più duri e viscerali grazie a una timbrica duttile, sfoggia una personalità artistica non riconducibile alla facile etichetta di cantante pop o agli oleografici luoghi comuni di una nuova napoletanietà. Anzi, percorre territori musicali altri, afferenti a culture e repertori diversi, ne mutua e rilegge ispirazione e influssi, assorbe, con consapevolezza, ironia e creatività, spunti che confluiscono in una miscela felice e ed equilibrata. Canzone d’autore, italiana e francese, musica da camera, suggestioni del tango, echi del fado e, più in generale, sfumature di tutta la world music, anche nostrana, si fondono e confondono su di un pentagramma intelligente e inedito, quello frequentato dalla giovane cantautrice con la freschezza e l’umiltà di una ricerca costante. E ciò già dal suo primo lavoro, “D’amore e di altre cose irreversibili” (Agualoca Records, 2014), salutato con grande successo di pubblico e critica, tanto da fruttarle premi e riconoscimenti illustri, seguiti da due anni di concerti in tutt’Europa.

Non di meno ne “Il Mese del Rosario” (Agualoca Records, 2016), album denso di una profondità e di una sensibilità tutte muliebri, che testimoniano crescita e maturazione nella scrittura come nella vocalità dell’artista. Amori violenti, stralci lirici, ricordi familiari intessuti di indulgente irriverenza, chiaroscuri cangianti nella poetica come nella melodia, storie non sempre rosee, difficili da riportare, individuali come collettive. Le tracce del disco descrivono una narrazione in musica al femminile, dove ancora una volta le sette note sono chiamate a raccontare i sentimenti più svariati, sempre scortati e illuminati da un linguaggio lucido ed efficace.
“La musica è il mio spazio del desiderio, dove essere tutto ciò che vorrei essere e non sono”, è la stessa Flo ad averlo detto qualche tempo fa.“…Cercavo un suono che parlasse di un Sud immaginario, una Macondo che forse non troveremo mai…”, prosegue Floriana… E la sua ricerca, pur ancora in itinere (è in preparazione il III album), sembra essere a buon punto, data la delicatezza delle canzoni, l’agilità del racconto, tra accenti soft e immaginifici e altri dolenti e vibranti, in “un’urgenza del canto” (sono parole di Flo) e nella voglia di disegnare i sentimenti umani e le loro varie sfumature, con una forza che abbraccia suoni, profumi e colori di gran parte delle tradizioni musicali del Mediterraneo.
Sul palco con lei, e sempre accanto nel suo iter musicale, ottimi strumentisti e arrangiatori, sin dall’inizio, capaci di un buon interplay e di valorizzare le qualità vocali della giovane artista napoletana.